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Il recesso è l’atto unilaterale con cui una parte può sciogliere il vincolo contrattuale per disposizione di legge o clausola contrattuale. Il diritto di sciogliersi dal contratto serve a garantire al consumatore la possibilità di meditare sull’acquisto posto in essere, in modo che le rispettive posizioni dei contraenti siano (almeno in parte) riequilibrate. Al consumatore è, così, riconosciuta la possibilità di valutare la convenienza dell’affare sia in relazione all’oggetto dell’acquisto sia sotto al profilo della sua regolamentazione giuridica. L’operatore commerciale che vende fuori dai locali commerciali ha l’obbligo di informare il consumatore in ordine al diritto di recesso in modo che sia messo effettivamente in condizione di esercitare i diritti che la legge gli attribuisce. Tale informazione deve essere fornita per iscritto e deve indicare termini, modalità (lettera raccomandata a.r., fax, ecc.) ed eventuali condizioni per l’esercizio del diritto di recesso. Si precisa che tali indicazioni potranno essere validamente disciplinate nel contratto solo ove la relativa regolamentazione sia più favorevole al consumatore rispetto a quanto stabilito dalla normativa. L’informativa, qualora sia contenuta nei moduli che il professionista predispone e fa sottoscrivere al consumatore, deve avere caratteri almeno della stessa grandezza delle altre clausole, dalle quali deve essere separata. LOCALE COMMERCIALE Sede dove il venditore esercita abitualmente la propria attività imprenditoriale, esclusi quindi non soltanto i casi classici quali luoghi pubblici o il domicilio dell’acquirente, ma anche tutti quei luoghi aperti al pubblico, quali alberghi, fiere, ecc. di cui il professionista ha la disponibilità momentanea per averli presi in affitto o a qualunque altro titolo che non sia quello di esercitarvi stabilmente l’attività CONTRATTI STIPULATI A DISTANZA · Accordi conclusi senza la presenza fisica del venditore quali, ad esempio, per telefono, fax, radio, televendite e, soprattutto, via Internet o posta elettronica. Sono esclusi gli acquisti tramite distributore automatico, le vendite all’asta, i contratti aventi ad oggetto beni immobili o servizi finanziari e i contratti con gli operatori telefonici conclusi mediante telefoni pubblici In questi casi, è attribuito al consumatore un diritto di recesso analogo a quello relativo ai contratti stipulati fuori dai locali commerciali. DIRITTO DI RECESSO Termine Il consumatore può recedere dal contratto concluso fuori dal locale commerciale entro 10 giorni dalla sottoscrizione ovvero dalla consegna della merce quando l’acquisto sia avvenuto senza la presenza dell’operatore o la merce consegnata non corrisponda a quella visionata. Il termine è di 60 o 90 giorni (decorrenti dalla data di stipulazione del contratto, per i contratti riguardanti la prestazione di servizi, ovvero dalla data di ricevimento della merce, nel caso di contratti riguardanti la fornitura di beni), quando il venditore non ha ottemperato agli obblighi informativi o non lo ha fatto correttamente, o perché non ha consegnato copia del contratto, o perché non vi era l’indicazione di tutti gli elementi utili per esercitare il diritto di recesso. Modalità di esercizio La comunicazione contenente l’intenzione di voler sciogliere il contratto, senza necessità di motivare tale scelta e, secondo qualche sentenza, valida anche in difetto di sottoscrizione del consumatore, deve essere inviata mediante raccomandata con avviso di ricevimento entro il termine indicato, che si intende rispettato qualora entro lo stesso la lettera sia consegnata all’ufficio postale accettante.Il recesso può anche essere trasmesso a mezzo fax o telegramma, purché sia confermato con la raccomandata entro le 48 ore successive. Può essere riconosciuto valido il recesso esercitato mediante forme diverse, purché idonee a manifestare, in modo preciso ed inequivocabile, la volontà del consumatore di voler sciogliere il vincolo contrattuale. Si pensi, infatti, a titolo esemplificativo, alla spedizione al mittente della merce una volta pervenuta al domicilio del consumatore. Se la consegna della merce è già avvenuta, il consumatore deve restituirla a proprie spese al venditore, assicurandosi solamente che la stessa sia integra, entro lo stesso termine di 10 giorni. Spesso accade che il venditore, in dispregio alla normativa vigente, subordini la validità del recesso alla restituzione della merce nella sua confezione integra e originale. Tale condizione, oltre a essere vessatoria, non trova riscontro nella normativa vigente
SCHEMA: Raccomandata A/R Spett.le ........ S.r.l. Via ......, N. ... 15100 ....... DATA, 30.11.2006
Oggetto: Contratto n° ........ del 17.10.2006/sig. .................
Esercizio del diritto di recesso
Io sottoscritto Mario Rossi, nato a ……………………………………………. il …………………………… e residente a ………………………………………………………………………………….………………………. intendo esercitare il diritto di recesso di cui agli artt. 4 e ss. D. Lgs. n. 50/1992 (art. 64 e ss. Codice del Consumo) in relazione al contratto n° 1764 dallo stesso sottoscritto in data 17.10.2006, avente ad oggetto la vendita di libri (oppure la fornitura di ………………….). Preciso che ai sensi dell’art. 6, c. 2 del medesimo decreto, (art. 65, c. 3 del medesimo Codice) il termine per l’esercizio del recesso deve intendersi di sessanta giorni in quanto il contratto sottoscritto è privo dell’informazione sul diritto di recesso (oppure in quanto la clausola di recesso è incompleta e formulata in modo impreciso, mancando l’indicazione di ………………). Mi ritengo, pertanto, definitivamente liberato da ogni obbligo contrattuale (eventualmente restando in attesa della restituzione da parte Vostra, nel termine di 30 giorni dal ricevimento della presente, della caparra versata). Distinti saluti. FIRMA
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